di Daniela Parena

Su questo tema il PicchioVerde ha organizzato il 21 luglio un incontro-dibattito, ospitato presso il salone del Comune di Mombello: un incontro vivace e stimolante, su tematiche di grande attualità, con relatori impegnati su svariati fronti e coordinati da Manuela Olia, assessore alle politiche sociali nel Comune di Chieri. Nella sua introduzione Olia ha presentato una panoramica sul ruolo del volontariato, quale realtà sussidiaria e supporto alla politica e all’amministrazione locale, sia nell’offerta di servizi, che nella gestione di attività culturali, economiche, assistenziali e ricreative. Tale ruolo è stato recentemente regolamentato dalla legge delega 106 del 6 giugno 2016 e successivi decreti attuativi.

I primi due interventi si sono focalizzati sui temi dell’accoglienza e dell’integrazione dei profughi: il sindaco di Pecetto, Adriano Pizzo, ha esposto i punti salienti dell’esperienza condotta nel proprio comune, in collaborazione con l’associazione “Nemo”. Dopo l’iniziale difficoltà e carenza di informazione da parte della Prefettura, la situazione si è normalizzata: attualmente il comune ospita 32 rifugiati. Alcuni degli ospiti, giovani provenienti da diversi paesi subsahariani, si sono inseriti in contesti lavorativi e vanno progressivamente superando le conseguenze psico-fisiche delle precedenti esperienze, spesso tragiche e traumatiche. Due dei ragazzi ospiti hanno esposto le proprie personali vicissitudini, fino all’arrivo in Italia, e si sono espressi positivamente in merito all’accoglienza ricevuta. In prospettiva futura auspicano il ritorno alle terre di origine, con il bagaglio di conoscenze e la formazione scolastica e professionale che puntano ad acquisire qui.associazionismo e coesione sociale

Al loro racconto è seguito l’intervento di Mamadou Koulibaly, ingegnere e docente, giunto grazie ad una borsa di studio in Italia, dove ora vive con la sua famiglia. Oltre alla professione di insegnante, svolge attività di coordinamento e accoglienza rivolte ad un gruppo di immigrati, ospiti presso la struttura di Casa Margherita, a Capriglio d’Asti. Egli ha sottolineato l’importanza di figure di mediazione culturale, capaci di offrire sicurezza agli ospiti e fornire loro importanti indicazioni e sostegno per agevolarne l’integrazione, partendo ovviamente dallo studio della lingua italiana.

A seguire Alessandro Crivello, già docente di lettere in Istituti Superiori ed ex sindaco di Poirino, ha incentrato il proprio intervento sulle caratteristiche istituzionali e funzionali dell’associazionismo e del volontariato, evidenziandone le specificità e le intrinseche differenze, con riferimento alle oltre 30 realtà associative che operano nel comune di Poirino, dalla cultura al tempo libero, dall’assistenza allo sport. In un sintetico excursus storico ha poi ricordato il ruolo e l’attività prevalentemente in ambito religioso ed assistenziale delle Confraternite, spesso in competizione tra loro, e poi delle Società di Mutuo Soccorso, ispirate a principi umanitari di solidarietà. Crivello ha ricordato infine il ruolo connettivo che i partiti avevano in passato, grazie alle loro organizzazioni territoriali diffuse e la loro funzione orientativa, ruolo che oggi è venuto a mancare.

Dario Rei, sociologo, ha sottolineato che sul nostro territorio sono attive numerose associazioni, i cui interessi e le cui finalità spaziano in ogni settore della vita comunitaria locale. Con riferimento alla succitata Legge, ha evidenziato la necessità di una regolamentazione chiara, che definisca senza equivoci gli spazi di intervento e le competenze, anche in relazione con le istituzioni e gli enti locali. Dario Rei sintetizza così il proprio intervento:

“Le associazioni del territorio sono una risorsa per lo sviluppo solo individuando con chiarezza il loro profilo attuale, che non corrisponde più alle dinamiche storiche tradizionali. Spunti di innovazione dovrebbero provenire soprattutto dalle associazioni i cui aderenti provengono da un territorio più vasto del comune dove è la sede associativa, e dove non mancano ambizioni “olistiche”. Ma per far sì che un tessuto disperso e frammentato diventi una risorsa aggregata per lo sviluppo della società locale, occorre formare quella “coscienza dei luoghi” che la partecipazione alle associazioni dovrebbe far crescere. (…)”

Una società che non crede nel proprio avvenire non potrà mai avviarsi verso una meta comune e affogherà in una vita limitata, meschina e corrotta. Darsi uno scopo, scoprire delle vocazioni, promuoverle è il modo più autentico affinché una civiltà possa esprimersi anche a scala locale. (Adriano Olivetti, Riprendendo il cammino, “Urbanistica” , n. 1, luglio-agosto 1949).

Franco Correggia, naturalista, ha concluso gli interventi accennando alla sua pluridecennale esperienza quale presidente e animatore dell’associazione “Terra, Boschi, Gente e Memorie”, che ha promosso la tutela di un sistema di micro-aree ad alta biodiversità con una superficie complessiva di 35 ettari, di grande interesse naturalistico, nella provincia di Asti, dove soltanto lo 0,5 per cento del territorio è tutelato. Il secondo scopo dell’Associazione è la trasposizione sul piano immateriale e culturale dello stesso tipo di operazione di salvaguardia adottata per le emergenze fisico-naturalistiche nei confronti delle conoscenze e dei saperi correlati al territorio. E’ nata per questo la collana dei “Quaderni di Muscandia”, di cui sono finora usciti 16 volumi, di cui due monografici. L’obiettivo è di raccogliere, registrare, esplorare, mettere al sicuro, comunicare e restituire – almeno in parte – frammenti dei contenuti di biodiversità ecologica, di saggezza e bellezza, delle alchimie di natura e cultura che il cuore antico di questo territorio ancora racchiude.