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RAGNATELE

RAGNATELE è una serie di racconti brevi scritti da Giorgio Finello e ambientati nei pressi di edifici abbandonati, edifici che un tempo furono fabbriche, caserme, stazioni ferroviarie, uffici, alberghi e che ora riposano in attesa di un nuovo utilizzo, oppure della definitiva sepoltura. Non si intende qui ricostruire un catalogo storico-geografico di fabbricati in disuso, quanto presentare una serie di incursioni narrative nell’atmosfera che si può respirare attorno ad essi.
Accoglieremo volentieri i suggerimenti dei lettori per luoghi con le caratteristiche accennate, che potranno diventare oggetto di futuri spunti narrativi.

 

Ragnatele – ANCHE LE STATUE VIVONO

La grande caramella del sole perde i primi pezzi contro la dentatura delle montagne. Un pennello intinto nel giallo oro colora i vecchi muri intonacati. Il cielo rotola sulle infinite sfumature della tavolozza, fino al viola carico che precede il calare della notte. (altro…)

Ragnatele – DAVANTI ALLE SBARRE

Ti hanno detto di scrivere qualcosa sul palazzo e fare delle foto. Allora ieri hai controllato le previsioni e oggi avrebbe dovuto essere un bel giorno di sole. Invece. Però hai deciso di venirci lo stesso. Niente parcheggio, per cui la molli davanti al portone del palazzo, doppie luci accese, tanto rimani nei paraggi. (altro…)

Ragnatele – LA PELLICCIA

di Giorgio Finello

A quei tempi, in quarta geometri, tu fr  equentavi già il collettivo politico, jeans stinti e maglioni peruviani, giacca di velluto del nonno e finte clarks ai piedi. Però per la leva dei diciott’anni ci voleva qualcosa di elegante, qualcosa che facesse festa. E allora siete partiti, tu e i tuoi genitori, per quel magazzino che già all’epoca era aperto anche di domenica. Avete percorso per ore le sue lunghe navate, provato questo e provato quello davanti allo specchio, storto il naso e alzato le spalle un’infinità di volte. Alla fine, la capacità di persuasione della commessa aveva fatto breccia nelle perplessità dei tuoi genitori, convincendoli sull’opportunità dell’investimento. (altro…)

Ragnatele – DISCORRERE

Ragnatele discorrere - facciata

di Giorgio Finello

Per l’ultima notte siete rimasti solo in due, domani trasferiscono anche voi e poi chiudono baracca. A cena vi siete trattati bene, ti ha preparato gli agnolotti col ragù, perché sa che ti piacciono, e poi ha scongelato due filetti di sogliola e li ha fatti andare in padella, con farina e limone.

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Ragnatele – WELCOME

di Giorgio Finello

Ti stiri nel letto vuoto e allunghi braccia e gambe in avanti, come una gatta appagata. La porta della terrazza è accostata, le tendine tremolano nella brezza, un brivido gelido sulle tue spalle nude. (altro…)

RAGNATELE – La parola sociale

Al mattino le sfili accanto rapidamente, nel tuo frettoloso percorso verso la città in cui lavori. Ma è soprattutto la sera che ti appare nella sua grezza solennità quando, percorrendo la curva che abbandona l’abitato, affronti con più calma la lieve salita che avvolge la collina. E stasera hai deciso di parcheggiare nella stradina sterrata per scendere a guardarla. (altro…)

Ragnatele – SARA TI AMO

di Giorgio Finello

Lo sapevano tutti, un tempo questo giardinetto sbilenco era il punto di incontro dei drogati. Adesso non sapresti dire se ancora ne esistono oppure, come la classe operaia, sono andati tutti in paradiso

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