picchiverde numero 0
Copertina Numero 0

Ci sono cose che sono necessarie: «picchioverde» è una di queste. Da parecchio tempo in questa parte di Piemonte su cui nascono queste nuove pagine si sentiva, più o meno consapevolmente, l’esigenza di avere uno spazio in cui riflettere, discutere su se stessi, sulla propria storia, sui problemi attuali, sulle traiettorie future.

E’ al territorio che guarda «picchioverde». «Rivista di cultura e promozione del territorio», esplicita infatti il sottotitolo.

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Pianalto, Chierese, Collina Torinese, Basso Monferrato: uno spazio plurimo, variegato e complesso, che possiamo interpretare e definire come un “territorio sghembo”, prendendo a prestito questa definizione dal titolo di un interessante e denso libro sugli “spazi umani” dello storico Biagio Salvemini.

La complessità territoriale di questo spazio fluido, che si parli di circoscrivere fra Chieri, Cocconato, e Villanova d’Asti, deriva in parte dalla sua storia, da sempre un crocevia di relazioni, giurisdizioni, influenze che si sono avvicendate e sedimentate nel corso dei secoli. Ma è anche una complessità dello spazio geografico in cui è inserito, fra Asti e Torino, fra colline e pianure, fra percorsi internazionali e luoghi remoti. Una complessità che ritroviamo nel tempo presente, in cui coabitano ritardi di strutture e prospettive a fianco di nuove progettualità non ancora sempre compiutamente espresso.

Un hic et nunc, un qui e ora, carico di problemi ma anche di possibilità, che «picchioverde» ha l’ambizione non solo di raccontare, ma anche di contribuire a costruire. In una società dove i lettori di libri e giornali sono in costante flessione, in cui l’approfondimento culturale, la riflessione attenta sui problemi è sovente glissata a favore di un’informazione più immediate e superficiale, che privilegia la brevità. Con l’inevitabile semplificazioni che essa comporta, era necessario creare uno spazio in cui che ha qualcosa da dire, una riflessione da condividere, un problema da esplicitare, una soluzione da proporre, potesse trovare il modo di farlo.

Da dove veniamo? chi siamo oggi? dove andremo? Sono queste alcune delle domande che sempre più spesso interrogano quanti vivono e operano su questo territorio. Sono domande solo apparentemente semplici, ma bisognose di una riflessione attenta e profonda. Domande a cui «picchioverde» cercherà di dare risposte, pagina dopo pagina, numero dopo numero.

Il direttore

Gianpaolo Fassino