«Picchioverde» prosegue il proprio itinerario attraverso la Collina Chierese, il Pianalto di Poirino e il Basso Monferrato: in questo nuovo numero abbiamo focalizzato lo sguardo sulla cultura e sui beni culturali, un patrimonio di cui anche nelle nostre città e paesi abbiamo una grande ricchezza. Una ricchezza fatta sia di beni culturali ereditati in custodia dal passato, sia di associazioni e iniziative che vivificano e interpretano il nostro tempo presente. Dall’arte alla musica, dalla pittura alla fotografia, dai musei alle chiese, dagli archivi alle biblioteche, dai castelli alle aree di interesse archeologico, geostorico e naturalistico, sono molteplici i luoghi e le realtà cui dare voce per farle conoscere e renderle così sempre maggiormente parte di un patrimonio condiviso. È stato giocoforza necessario fare delle scelte – ma ci ripromettiamo di proseguire in questa direzione nei prossimi numeri – privilegiando l’approfondimento di alcune di quelle realtà che abbiamo ritenuto rappresentative dell’eccellenza e delle best practices del territorio, realtà e iniziative cioè cui guardare con attenzione per crescere e migliorarci.

Il variegato e diffuso tessuto dell’associazionismo locale, a fianco di realtà più puntuali come il Museo Martini di storia dell’enologia di Pessione, il Munlab-Ecomuseo dell’Argilla di Cambiano e la Scuola di Musica “Isla de Musiqueros” di Andezeno sono alcune di queste eccellenze territoriali su cui ci siamo soffermati in questo numero. Antonella Parigi, Assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte, nell’intervista che ci ha rilasciato ci spiega però che le singole eccellenze da sole non bastano, di come in questo tempo di crisi – che è crisi non solo economica, ma anche di sistemi e di valori – sia necessario un coordinamento autentico ed efficace di tutte le forze culturali e istituzionali. Cultura e territorio, ma anche turismo ed economia, sono elementi che ritroviamo oggigiorno ben rappresentati nella realtà vitivinicola della nostra zona, che si appresta a celebrare quest’anno i 500 anni della prima attestazione documentaria nota del Freisa (1517-2017), il vitigno che più simbolizza il territorio collinare, tanto nel versante astigiano che in quello torinese, dove origina la produzione delle doc Freisa d’Asti e Freisa di Chieri. È un avvenimento importante per questo territorio, una data albo signanda lapillo, un’occasione preziosa per riguardare a questi luoghi, ai paesaggi vitivinicoli che li contraddistinguono, alla ricchezza storica e culturale, ma anche alle prospettive di economia e di sviluppo che pure non devono mancare.

Il direttore
Gianpaolo Fassino