Il numero primaverile che apre questa nuova annata del “picchioverde” propone all’attenzione dei nostri lettori il complesso canonicale di Vezzolano, uno fra i principali monumenti dell’Italia romanica, un edificio che per storia e arte rappresenta non solamente una risorsa per tutto il territorio, ma un luogo di identità e di affetto da custodire e preservare con cura e responsabilità. In questa prospettiva sono preziose le pagine di Franco Correggia: una riflessione attenta, profonda e pragmatica, che guarda alla Canonica di Vezzolano nel suo intimo, plurisecolare – anzi millenario – legame con l’ambiente che la circonda. A partire dall’analisi del patrimonio forestale e floristico-vegetazionale che caratterizza la conca di Vezzolano, Correggia offre una serie di indicazioni utili, anzi necessarie, sia per i soggetti istituzionali deputati alla gestione del sito, sia per coloro che hanno a cuore le sorti di questo straordinario luogo.
Vezzolano è sempre di più al centro – un centro non solo geografico, ma anche relazionale e culturale – di una vasta rete di altri luoghi, chiese, castelli, borghi, percorsi e sentieri, che costellano e si dipanano fra Monferrato, Astigiano e Collina Torinese. La prima “Giornata del Romanico” in Piemonte, celebrata il 14 aprile 2019, con il suo calendario ricco di itinerari, eventi, aperture, segna una data albo signanda lapillo in cui giungono a maturazione i frutti dell’impegno che la Regione Piemonte, gli Enti locali, le associazioni culturali e il mondo della cultura hanno profuso nel corso degli ultimi decenni a favore della conoscenza, tutela, restauro e valorizzazione del patrimonio diffuso di chiese romaniche che costellano tutto il nostro territorio. La “Rete Romanica di Collina”, che abbiamo presentato nello scorso numero della rivista, è uno di questi risultati. Alla storia turistica di Vezzolano ci rimandano le immagini Belle Époque che Giulia Matta ha estratto dal suo archivio di famiglia, presentandoci inedite tracce di villeggiature e gite fuori porta agli inizi del Novecento. L’itinerario bibliografico su Vezzolano, curato da Dario Rei, suggerisce letture classiche che ci insegnano e ricordano come questo monumento, con i suoi ricchi cicli decorativi, è figlio non già di una storia chiusa nel locale, ma bensì di una cultura europea.
Il caso-studio di Vezzolano, presentato attraverso questa serie di approfondimenti, è il punto di partenza per un più ampio tentativo di lettura del nostro territorio – Pianalto, Chierese, Collina Torinese, Basso Monferrato, come recita il lungo sottotitolo di “picchioverde” – che pone al centro dell’attenzione l’ambiente, inteso nella sua accezione ampia e profonda. Il tema dei rifiuti, di una loro corretta gestione che sempre di più, e sempre più rapidamente, vada nella direzione suggerita dall’economia circolare, è affrontato con dati e competenza da Riccardo Civera. Un ambiente patisce anche quotidiane aggressioni con un proliferare tanto silenzioso quanto inarrestabile di nuove costruzioni, villette, capannoni, strutture e infrastrutture (mentre nel frattempo i centri storici dei piccoli comuni si svuotano sempre più di abitanti e di servizi). Un tema affrontato da Silvana Parena, che nel suo articolo “Il patrimonio romanico” ci ricorda come le chiese romaniche non siano avulse dal contesto in cui sono inserite, e la loro reale valorizzazione e tutela debba necessariamente passare da «una sempre maggiore cura minuta e costante, con attenzione non soltanto al patrimonio storico artistico, ma al rispetto dell’ambiente nel suo complesso». Un obiettivo tanto semplice quanto ambizioso, per il quale c’è bisogno di una presa di consapevolezza e assunzione di responsabilità che sia condivisa da tutti – cittadini, istituzioni, amministratori, imprese – con un cambio di mentalità, sensibilità e azione che non può attendere, come ci hanno ricordato con forza i giovani mobilitatisi recentemente per il Fridays for future.

Gianpaolo Fassino