Ti hanno detto di scrivere qualcosa sul palazzo e fare delle foto. Allora ieri hai controllato le previsioni e oggi avrebbe dovuto essere un bel giorno di sole. Invece. Però hai deciso di venirci lo stesso. Niente parcheggio, per cui la molli davanti al portone del palazzo, doppie luci accese, tanto rimani nei paraggi.
Neanche il tempo di puntare l’obiettivo per la prima foto che Ma lo sa lei cosa c’era in questo palazzo? Beh sì, lo so, rispondi tu. La delusione per la mancata sorpresa adombra per un attimo il volto dell’anziano signore, che però si riprende subito. Qui, dove adesso si parcheggia, c’era un recinto dove due volte al giorno uscivano a camminare per l’ora d’aria. E lì c’era un pozzo, con un’acqua proprio buona, non come quella del nostro cortile che raccoglie tutte le porcherie della collina.
Ma lei abita qui vicino? gli chiedi. Sì sì, da più di settant’anni, lì dove c’è quel balconcino. E com’è stato vivere qui quand’era in funzione? Tutto normale, loro non potevano mica comunicare con l’esterno. Le grate delle finestre erano chiuse con delle latte che lasciavano solo passare la luce da sopra. Non potevano guardare in strada. Poi non c’erano mai più di quattro e cinque persone, qualche rubagalline eh, mica dei veri criminali. Pensa che quando il guardiano doveva andarsene da qualche parte lasciava la chiave a uno di loro. E dopo un momento ne vedevi un altro che usciva per andare a fare un po’ di spesa al negozio di alimentari sull’angolo.
Eh sì … allora era tutto diverso. Alla sera, lì sul mercato delle uova, c’erano almeno trenta bambini che giocavano. Plance, biglie, trottola. Al mercato si raccoglievano le pesche e le albicocche marce per spaccare gli ossi e prendere la mandorla che c’è dentro. Poi le vendevamo ai pasticceri che le usavano negli amaretti. E alla domenica d’estate tutti in collina, a fare il bagno in un torrente che faceva una cascatella e un piccolo stagno.
Però tu forse dovevi concentrarti e io invece ti ho riempito di parole. Comunque adesso ti lascio tranquillo, … ma se ti serve qualche altra notizia mi trovi al mattino sul piano e al pomeriggio sulle panchine di piazza delle erbe.
Spero di non doverla disturbare, gli rispondi, e grazie per le informazioni.
Vedi, stamattina, oltre ad essere contrariato per le previsioni atmosferiche sballate, non avevi idea di cosa avresti potuto scrivere di questo luogo. Beh, ecco fatto.

 

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